Cambiamento, sei immune?

Ho incontrato molte persone seriamente motivate a raggiungere un determinato obiettivo, spesso molto importante e sfidante per loro, nel contesto lavorativo ma anche personale.

Erano consapevoli che alla base del successo c’era un concetto di cambiamento: qualcosa doveva cambiare in loro stessi e nel loro contesto di riferimento.

Mi sono accorto che, in tutti questi percorsi di Coaching, la cosa più semplice per le persone sia intraprendere il percorso verso il cambiamento. La cosa più difficile invece è mettere in atto nuovi comportamenti e nuove abitudini.

Tutti accettano di mettersi in gioco di buon grado. Del resto, quando vengono da me, è perché sentono il bisogno di raggiungere l’obiettivo desiderato e sono consapevoli che gli sforzi che sino a quel momento hanno introdotto nelle loro vite in modo autonomo, non hanno prodotto i risultati auspicati.

La loro percezione spesso è quella di essere in una situazione di stallo, bloccati nonostante le buone intenzioni, le promesse, le strategie pensate, le azioni immaginate.

Perché i loro sforzi non portano a risultati?

Perché auto-boicottano i comportamenti nuovi?

C’è un’immunità al cambiamento?

Una possibile risposta è la seguente:

Perché ci sono altre “forze” interne che impediscono loro di arrivare all’obiettivo.

Quali sono queste forze?

Freud le chiamava “vantaggi secondari”.
Data una certa situazione “negativa”, la persona non riusciva ad uscirne perché comunque in quella situazione c’erano dei vantaggi a cui non voleva (consciamente ma soprattutto inconsciamente) distaccarsi.

La soluzione che Freud proponeva era quella di rendere visibile chiaramente alla persona questi vantaggi.
E finché questa consapevolezza non fosse stata acquisita, le persone non sarebbero riuscite a cambiare ma anzi avrebbero continuato a sentirsi frustrate ed a fallire nei loro tentativi di cambiamento.

Pensa ad esempio all’obiettivo di smettere di fumare.
Quante persone non riescono oppure ci ricadono dopo tempo, nonostante ci sia un sincero desiderio e molta motivazione?
Quali sono i vantaggi secondari che impediscono di realizzare questo obiettivo?

L’esempio del fumo forse è molto semplice ed intuitivo.

Ma perché non estendere il concetto ad una prospettiva più ampia, nel contesto lavorativo?

Perché l’immunità al cambiamento, evidentemente, non è esiste solo a livello personale, ma anche al livello di Team e di Organizzazione.

Allora possiamo parlare, attraverso una visione sistemica, di immunità collettiva al cambiamento.

Kegan e Lahey, due psicologi e consulenti dello sviluppo, hanno riformulato la nozione di Freud sviluppando la teoria sui “conflitti interni” che sono la causa che impedisce alle Persone, Team e Organizzazioni di vincere le proprie sfide importanti.

Conflitti tra cosa?

Per raggiungere un obiettivo nuovo, spesso è necessario inserire dei nuovi comportamenti e nuove abitudini. Ed è questa la situazione dove emergono i conflitti interni di cui parlano i due psicologi che nascono tra:

  • ciò che si vorrebbe o sia utile fare e
  • le CONVINZIONI interne.

Convinzioni

Le convinzioni o credenze sono elementi che ci costruiamo nel tempo grazie all’esperienza che facciamo, all’educazione ricevuta, da eventi a cui abbiamo assistito o preso parte e da molti altri fattori.

Le convinzioni sono così profondamente radicate nel nostro carattere e nella nostra personalità che nemmeno ci accorgiamo di averle, o addirittura le accettiamo come l’UNICA VERA REALTA’.

Gandhi, a proposito delle convinzioni diceva:

le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri,
i tuoi pensieri diventano le tue parole,
le tue parole diventano le tue azioni,
le tue azioni diventano le tue abitudini,
le tue abitudini diventano i tuoi valori,
i tuoi valori diventano il tuo destino

Possiamo capire quindi l’importante relazione che esiste tra le nostre Convinzioni ed i nostri Obiettivi.

Allora cosa fare?

Durante i miei percorsi di Coaching, sia a livello personale ma anche di Team e Organizzazione, sono allenato e molto attento nel riconoscere potenziali credenze limitanti/bloccanti.

Ho notato che quando queste credenze vengono portate alla luce, all’attenzione del mio interlocutore, il cambiamento diventa molto più probabile.
Perché cosi le persone diventano consapevoli della propria immunità al cambiamento e possono iniziare a sfidarla, sperimentando nuovi comportamenti ed inserendo nel loro mindset nuove abitudini.

Conclusione

L’immunità al cambiamento è una caratteristica diffusa nelle persone e quindi anche nei Team e nelle Organizzazioni di cui fanno parte.

Una delle principali cause sono le convinzioni profonde create da noi stessi nel corso della nostra vita (lavorativa e non).

È molto difficile rendersene conto autonomamente perché sono ad un livello molto profondo della nostra personalità, ma anche della cultura e del mindset del team e della azienda in cui lavoriamo.

Acquisirne consapevolezza è la conditio sine qua non per procedere con successo verso un vero cambiamento, utile al raggiungimento di obiettivi nuovi ed importanti.

Se questo articolo ti ha incuriosito e vuoi discuterne con me, fissa una call gratuita a questo link: https://calendly.com/luca-bertuccini-coach/30min

Potrebbe essere l’occasione giusta per eliminare qualche tua convinzione limitante 😊