Non mi piace il mio lavoro: cosa faccio? Effetti e depressione

Consigli e supporto per affrontare il proprio lavoro che non piace

Che lavoro vuoi fare da grande?”, “Da grande voglio fare l’astronauta, il calciatore, la ballerina, la rockstar”. Da piccoli, si va ovunque, con la fantasia.
Si vive in un mondo immaginario dove ogni cosa appare perfetta, dove ogni sogno può diventare realtà, e dove non si deve far mai i conti con una sconfitta. “Se lo vuoi, tutto è possibile” cantavano i Finley, ma quando cresci, ti rendi conto che ci sono cose che accadono contro la tua volontà, nonostante l’impegno e la costanza che ci metti nel far sì che non vadano a finire così. Chi è che non vorrebbe il lavoro dei suoi sogni? Lavorare non è quasi mai un piacere, ma se si lavora in un ambito che si ama, allora il lavoro si trasforma in passione, e pesa un po’ meno.

Purtroppo, però, soprattutto al giorno d’oggi, è difficile trovare il lavoro perfetto, quello che ci soddisfa in pieno e ci rende felici in toto. Sono sempre di più i giovani che, una volta terminato il percorso di studi, si sentono persi, non ricevono un riscontro positivo dal mondo del lavoro. E allora iniziano a buttarsi giù, a credere che studiare non sia servito a niente. Sono circondanti da agenzie e datori di lavoro che tendono a sfruttare, marciando sul fatto che sono giovani, e quindi alle prime armi. Ma come fa un ragazzo a sentirsi gratificato se, dopo aver messo anima e cuore nei suoi studi, viene ripagato con due spicci e sminuito? Non dobbiamo meravigliarci se i nostri giovani decidono di emigrare all’estero. Ma chi non ha gli strumenti economici per farlo, è costretto a rimanere qui, e a trovare un altro lavoro, solo per iniziare a creare una sua indipendenza economica.

Quasi sempre, è un lavoro che non ha niente a che fare con gli studi fatti, o con le passioni del diretto interessato, ed è qui che nasce lo sconforto e la consapevolezza di dire “non mi piace il mio lavoro”. Svegliarsi tutte le mattine per recarsi in un posto nel quale si sta controvoglia, è una delle maggiori sconfitte dell’essere umano. È controproducente, perché non si lavora con entusiasmo, ma lo si fa solo per portare a casa lo stipendio ed arrivare a fine mese. E dove sono finiti i sogni che avevamo da bambini? Sono caduti nel dimenticatoio e, con essi, tutte le speranze di avere un futuro degno di essere vissuto serenamente.

Il mio lavoro non mi piace: come faccio a sopravvivere?

Chissà quante volte avrai detto, svegliandoti la mattina e guardandoti allo specchio “non mi piace il mio lavoro”. È una sensazione che accomuna moltissime persone, e che è spesso sottovalutata. Avere un lavoro che non ci gratifica, non è una cosa da prendere sottogamba, perché, giorno dopo giorno, porta ad un malessere interiore della persona, che sfocia in un nervosismo generale che tende a sfogare anche sulle persone che le stanno accanto.

Ma se, al momento, quello che hai è l’unico lavoro che ti permette di poter vivere o sopravvivere, allora non mollarlo, stringi i denti e vai avanti, non perdendo mai la speranza di trovare qualcosa di più soddisfacente. Avere tutte le mattine l’ansia, avere un senso di apatia, di tensione, sono questi i classici sintomi di coloro che hanno repulsione verso il proprio lavoro, eppure ci sono molte più persone di quello che si crede intrappolate in questo circolo vizioso. Lo stipendio non basta mai, e le spese crescono a dismisura; dunque, pensare di abbandonare un lavoro senza essere sicuri di averne già un altro sottomano, è impensabile. Ma come fare a sopravvivere in questa giungla? Innanzitutto, cerca di capire se è il lavoro in sé e per sé che non ti piace, o se è per via dei colleghi, dell’ambiente che si è creato. Bisogna mettere a fuoco tutto gli elementi e capire la vera causa della tua insoddisfazione e del tuo malessere. Lavorare senza avere stimoli e come andare in barca senza remi: non si arriva mai dall’altra parte della riva.

Essere scontenti professionalmente è una sconfitta, soprattutto per chi ha sempre avuto un obiettivo nella vita, e ha lavorato sodo per cercare di raggiungerlo. Dovendoti accontentare di qualcos’altro, come ripiego, ti distrugge dentro, ti spegne. Aspetti con ansia il weekend, per staccare da quel mondo che sembra ormai stia risucchiando la tua ninfa vitale, ma due giorni passano in un batter d’occhio, ed ecco che arriva la domenica sera, e il tuo umore cambia. Avverti in senso di prigionia che sta tornando, e ti senti già di nuovo in gabbia, con le catene, per un’altra lunga settimana.
Se stai vivendo tutto ciò, i miei due corsi potrebbero fare al caso tuo, proprio con l’obiettivo di aiutare chi ha bisogno di trovare la strada giusta e allontanarsi dal lavoro che non piace più: Trova la tua strada e Pretendi il tuo lavoro sono due percorsi studiati apposta per una motivazione personale degna di un miglioramento. Il mio obiettivo è proprio quello di aiutarti a capire quale percorso lavorativo intraprendere per stare bene nella quotidianità e vivere senza alcuna ansia i giorni lavorativi.

Un Libro Consigliato

Effetti di un lavoro che non piace

Fare un lavoro che non piace è, oramai, una cosa all’ordine del giorno, forse perché le chance qui in Italia sono poche, forse perché si cerca nel posto sbagliato, o semplicemente perché non abbiamo avuto fortuna. A lungo andare, lavorare in un ambiente avverso alle tue passioni e speranze, può portare anche a rischi per la tua salute, può farti cadere in uno stato di depressione. Il confine tra stanchezza e sofferenza è labile, e ci vuole molto poco per oltrepassarlo. Non si tratta di lamentarsi, di tanto in tanto, di essere svogliati o altro, ma parliamo proprio di andare a dormire con il pensiero che domani sarà un’altra giornata avvilente e deludente in un lavoro che non piace. Non sei uno scansafatiche, sei solo una persona che ha un sogno e ci tiene a preservarlo e a vederlo avverarsi.

Come sopportare un lavoro che non piace

Se ripeti troppo spesso “non mi piace il lavoro che faccio”, e se tutto questo ti fa vivere in uno stato di ansia perenne, vuol dire che è arrivato il momento di prendere la situazione in pugno e dare una svolta. Non sai come fare? Ti darò io alcuni consigli per cercare di capire il vero motivo che crea in te repulsione nei confronti del lavoro, e ti suggerirò dei metodi per affrontare e gestire al meglio questa sfida.

È probabile che tu abbia iniziato questo lavoro con le migliori delle intenzioni, pieno di entusiasmo e di voglia di fare ma che, una volta testato il territorio, tu abbia capito che non era proprio come avevi immaginato. Il senso di delusione può sfociare in tensione, perché ti senti intrappolato in un mondo che non è come speravi, e non sai come uscirne. Perdere l’orientamento è umano, ma cercare di rimettersi in carreggiata e ritrovare la bussola non è semplice come sembra. Da un lato c’è il bisogno di uno stipendio assicurato, dall’altro c’è la necessità di sentirsi felici ed appagati, ed è mortificante dover scegliere l’uno o l’altro.

Vivi perennemente in uno stato di ricerca, per trovare un altro lavoro che possa salvarti da quello attuale. Aggiorni continuamente i siti di annunci per sperare di incorrere in qualcosa che faccia al caso tuo. Ti senti senza ispirazione, annoiato, non apprezzato e valorizzato. Ma non demordere, perché a tutto si trova una soluzione, e niente accade senza una ragione. Il fatto che tu stia lavorando in un ambiente poco consono alle tue qualità e prospettive non è necessariamente un male; infatti, puoi prendere questo come un modo per crescere, prosperare. Se sarai stato in grado di svolgere un lavoro che non ti piaceva, in un ambiente che non ti faceva stare bene, figuriamoci come sarai efficiente e brillante nella posizione dei tuoi sogni. Basta avere la giusta mentalità che ti porterà ad attuare strategie per sopravvivere a questa situazione, che devi pensare come temporanea. Nulla è per sempre, nemmeno un lavoro, e la vita è imprevedibile. Non lasciarti distruggere dal lavoro, ma fai di esso un’opportunità di successo per il futuro. Pensa ad un piano di fuga che abbia senso, e che possa portarti dei buoni risultati, e prendi questa come una situazione momentanea, dalla quale uscirai presto. Cerca comunque di lavorare sulle emozioni, per non perdere di credibilità o di professionalità, nel periodo in cui sei incastrato in un lavoro che non ti piace. Cerca di rendere l’ambiente circostante più accogliente, per te stesso, per sentirti più a tuo agio. Nel frattempo, pensa bene a qual è la strada che fa per te, a qual è il mondo più affine alle tue caratteristiche.

Devi valutare se tu abbia o meno i requisiti minimi richiesti dal lavoro che rientra nei tuoi interessi e, se occorre, fare corsi di aggiornamento e ampliare le tue abilità. Focalizza l’obiettivo, guarda al futuro e non fossilizzarti sul presente. Cerca di valorizzare le esperienze passate per far sì che tu abbia nuove opportunità di brillare in seguito. Fai leva su ciò che pensi di poter far bene, e trova con attenzione e con calma la tua prossima strada, senza alcun tipo di fretta, senza prendere decisioni affrettate o sconsiderate, perché altrimenti ti ritroverai in un nuovo posto con problemi vecchi. Metti in campo il tuo talento, usa le tue armi migliori, e getta la rete dove credi ci siano pesci di tuo gradimento. Non sei un albero, non hai radici, per cui spostati, viaggia, allarga i tuoi orizzonti, semplicemente, vivi!

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