Ti senti spesso una vittima? Allora hai un grosso problema.

Sentirsi una vittima è l’approccio alla vita che ritengo il peggiore, o quantomeno uno dei peggiori che una persona possa scegliere come stile di vita.
Si, perché sentirsi una vittima è una scelta!

Se sei una persona affetta dalla “sindrome della vittima”, molto probabilmente mi starai dicendo: “Bravo Luca, sei un altro che crede che io non lo sia davvero. Mi sono capitati cosi tanti problemi…vorrei vedere se non ti sentiresti una vittima anche tu al posto mio!
Certo, c’è un fondo di verità in quello che stai dicendo. La vita non è facile. Problemi e cose spiacevoli accadono a tutti.
Non è un giardino di rose senza spine, mi dispiace ma è così.
This is life, my friend.
La questione è che, come fanno molte persone al mondo, puoi decidere di affrontarli, combatterli e superarli gli ostacoli in qualche modo. Perché un modo c’è sempre.

Facile a dirsi…se sono cazzate come le tue è ovvio pensarla così. I problemi che sono successi a me sono davvero importanti!
Puoi aver ragione. Allora ti porto un esempio concreto, tangibile, che puoi osservare con i tuoi occhi.
Si chiama Alex Zanardi. Pilota professionista che, a causa di un incidente gravissimo in pista, perse entrambe le gambe.
Ti invito a guardare l’intervista a “Che tempo che fa del 17/03/2019” che puoi trovare su youtube o sul sito della RAI. in particolare, ascolta la Regola dei 5 secondi

Però  voglio aggiungere che c’è da considerare un elemento importante: siamo esseri umani, con le nostre debolezze e le nostre fragilità! Ogni tanto, in momenti di stanchezza oppure a causa di eventi davvero difficili e traumatizzanti, ci può stare nel pensare di essere davvero una vittima di qualcosa o di qualcuno.
Io non so se anche ad Alex Zanardi gli sia mai passato per la mente, eventualmente dopo essersi svegliato dal coma ed essersi ritrovato senza più le gambe. Lui è davvero un fuoriclasse, una di quelle persone che probabilmente hanno una grande missione: essere un esempio per tutti.

Ma se questo atteggiamento da vittima è il tuo modo standard di vivere, allora hai davvero un grosso problema.
Tutti noi, incluso te, possiamo e dobbiamo impegnarci nel “nostro piccolo”, ad affrontare la vita con respons-abilità e coraggio, piuttosto che decidere di interpretare quel ruolo ed entrare nella spirale del vittimismo. Il perché te lo spiego più avanti; continua a leggere.

Stai soffrendo della sindrome della vittima? Scoprilo con questo semplice test.

Per verificare in che punto della scala della sindrome della vittima sei, puoi utilizzare questa semplice check list.
Maggiori saranno le risposte affermative, più è probabile che tu abbia una mentalità che si avvicina alla mentalità da vittima.

  • Ogni conversazione che fai finisce per focalizzarsi su un tuo problema?
  • C’è sempre qualcosa che va male nella tua vita?
  • Hai la tendenza a pensare “povero me”?
  • Ti aspetti sempre il peggio?
  • I discorsi che hanno come protagonista te stesso, sono negativi?
  • Pensi di sembrare un martire?
  • Hai la sensazione che il mondo ti stia facendo questo o quello e tu non hai possibilità di far nulla?
  • Pensi che tutte le altre persone che conosci o incontri abbiamo una vita più facile della tua?
  • La tua sofferenza è contagiosa? Influenzi lo stato d’animo delle persone che ti circondano?
  • Ti senti meglio incolpando gli altri dei tuoi problemi?
  • Il tuo focus si dirige in modo automatico su problemi, delusioni ed eventi negativi?
  • Senti di avere un certo talento ad incontrare continuamente persone che vogliono fregarti, trattarti male, crearti problemi e romperti le palle in continuazione?
  • Ti senti perseguitato dalla sfortuna?

Ovviamente questo non è un test scientifico psicologico. Ma può essere, ed auspico che lo sia per te, un modo per osservarti e capire che forse, se hai risposto a molte di queste domande con un si, è arrivato il momento di cambiare strada.

O preferisci invece rimanere così? Il paradosso è che c’è qualcosa di attraente nel fare la vittima. E te lo racconto subito.
Sappi però che è una tua scelta. Prenditi, almeno per una volta, la responsabilità di ciò che accadrà.

Perché può piacere fare la vittima?

Certamente fare la vittima o pensare di esserlo, porta tanta sofferenza e dispiacere.

Perché allora diverse persone ci cadono?
Esistono delle motivazioni che portano al vittimismo o che mantengono le persone in questa modalità?
Esistono dei benefici?

Si, esistono! Si chiamano “vantaggi secondari”.

Sono dei meccanismi inconsci che bloccano le persone nei propri comportamenti disfunzionali, spingendole a non fare nulla di concreto per migliorare la propria situazione.
Le “vittime” solitamente non sono consapevoli dei vantaggi secondari.
Il loro sentimento di sofferenza è reale ma l’inconscio è molto forte e non permette di far loro capire che il prezzo da pagare per rimanere in quella situazione è molto maggiore rispetto ai vantaggi.

La letteratura e gli studi scientifici ci dicono che quando le persone mettono in atto gli stessi comportamenti, sicuramente dietro c’è qualche tipo di vantaggio. In particolare, la soddisfazione di bisogni inconsci.

Quali possono essere i benefici “dell’essere vittima”?

Una breve lista non esaustiva:

  • “Povero me” attira la compassione degli altri, spesso la simpatia, le offerte di aiuto.
  • La sofferenza attira l’attenzione degli altri e questo di solito fa piacere a molti, se non a tutti.
  • Il senso di sollievo di non doversi prendere responsabilità. Rimanere passivi e non prendere la responsabilità di decidere, di muoversi, di fare, è una bella tentazione perché è relativamente a basso costo e basso rischio. Lasciare la responsabilità della nostra vita agli altri o al fato è molto comodo perché, se va male, basta incolpare gli altri o la dea Fortuna.
  • La sofferenza ama la compagnia. Le vittime amano confrontarsi e condividere le proprie sciagure. Vittima attira vittima. Perché consolarsi a vicenda crea un senso di appartenenza, di supporto, di coesione e solidarietà. Peccato però che la continua lamentela stanca l’interlocutore e spesso la vittima rimane “sola”, confermando ancora una volta la propria convinzione di essere una vittima del mondo cattivo, fatto di persone cattive.

Se ti senti una “vittima”, quale tuo bisogno (conscio o inconscio) stai cercando di soddisfare?

Gli aspetti auto-distruttivi della sindrome della vittima

Con una mentalità da vittima, gli aspetti negativi ed i relativi risultati che potresti ottenere sono davvero molti e, nel caso di una caduta patologica, molto pericolosi.

“L’autocommiserazione è sicuramente il più distruttivo dei narcotici non farmaceutici: genera dipendenza, da un sollievo momentaneo e allontana la vittima dalla realtà” – John Gardner

Forse potrebbe bastare questa citazione… ma, volendo fare qualche esempio le “vittime”:

  • vedono in ogni imprevisto una catastrofe.
  • pensano che i propri problemi sono unici, e quindi irrisolvibili.
  • il loro comportamento da vittima attrae molto spesso “carnefici” disposti a rendere queste persone davvero delle vittime.
  • pensando di non aver nessun controllo su ciò che accade alla loro vita, si affidano al destino, alla fortuna o qualcos’altro. Perdono il proprio senso di responsabilità.
  • acquisiscono una modalità passivo-aggressiva, al fine di ottenere la soddisfazione dei propri bisogni (consci o inconsci) Ad esempio utilizzano spesso il senso di colpa verso il proprio interlocutore come “tenere il broncio”, o attraverso ricatti emotivi come “ritrattare ciò che hanno detto”, “mentire”, inviare messaggi contraddittori.
  • Sono attratte da situazioni e relazioni problematiche, che finiscono molto spesso in delusioni o fallimenti, anche quando erano possibili altre opzioni.
  • Diventano eccellenti manipolatori, spesso inconsciamente.
    Attirano le persone ad aiutarli (la loro situazione è cosi disastrosa che fa emergere l’altruismo) portandole nel loro vortice emotivo, per poi diventare loro stessi carnefici, ferendoli. Dimostrando cioè l’inutilità dei tentativi che i “salvatori” hanno messo in campo, o addirittura giudicandoli dannosi.
    Non solo sono stati inutili come già pensavo, ma hanno peggiorato la mia situazione!
    Immagina lo stato emotivo della persona che voleva aiutare la “vittima”…

Il mondo purtroppo è colmo di vere vittime e di veri carnefici.
Ma in molte situazioni, e di queste ovviamente è focalizzata la mia attenzione in questo articolo, essere “vittima” è una scelta, una modalità mentale. CHE SI PUÒ CAMBIARE!

In che modo uscire da questo circolo auto-distruttivo?

Se la sindrome da vittima è patologica, il mio consiglio è di rivolgersi a psicoterapeuti professionisti.

Ma se pensi che sia un momento, un periodo nero che ti sta facendo sentire una “vittima” del mondo, allora un percorso di Coaching può essere un modo davvero efficace per uscire da questa spirale negativa e tornare ad essere una persona positiva, responsabile, attiva, con relazioni sane e soddisfacenti.

Certamente dovrai metterci impegno, allenarti con dedizione per tornare a vincere le sfide che la vita (privata e lavorativa) ti mette davanti quasi ogni giorno.

Con il mio aiuto potrai riconoscere ciò che davvero è importante per te, sviluppare progetti e obiettivi concreti, individuare la tua strada verso il tuo successo per poi percorrerla con Responsabilità, Consapevolezza e Pensiero Strategico.

Come puoi leggere dalla mia storia personale, ho avuto anche io un periodo molto buio nella mia vita, nel quale pensavo che il mondo ce l’avesse con me, che la sfortuna si fosse accanita contro di me. Insomma, pensavo di essere una vittima, avevo scelto questo ruolo.

Ho fatto un percorso di Coaching che mi ha permesso di capire che in realtà la mia vita non dipendeva da altri o dal destino, ma invece poteva andare come volevo io.

Ed oggi eccomi qui, disponibile ad aiutare te, come la mia Coach dell’epoca aiutò me. Contattami ora!

Un abbraccio,
Luca

Troppo tardi per trovare la tua strada?

Trova il tuo scopo

Trova la risposta con questo test!

Ho creato un Test, che considero il primo passo concreto per trovare la tua strada verso la soddisfazione e la realizzazione nel tuo lavoro.

  • Se ti senti bloccato in una situazione lavorativa insoddisfacente e
  • provi il desiderio di cambiare e di muoverti ma
  • sei confuso e non sai quale step fare per primo perché
  • hai bisogno di capire cosa davvero è importante per te soddisfare, allora

il test “Troppo Tardi per trovare la tua strada?” potrà esserti di aiuto!

Vuoi scaricare il test gratuito?

Si, voglio fare il test!
Per scaricare il Test ti iscriverai alla mia newsletter e dovrai accettare esplicitamente le condizioni sulla Privacy.